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CBAM: il Carbon Border Adjustment Mechanism

Normative e Regolamenti

Il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) è uno degli strumenti più rilevanti introdotti dall'Unione Europea nell'ambito delle politiche di decarbonizzazione dell'industria.

27 gennaio 2026
Normative e Regolamenti
L’obiettivo del CBAM è contrastare il fenomeno della carbon leakage, ovvero la rilocalizzazione delle produzioni industriali verso Paesi con normative ambientali meno stringenti, preservando al tempo stesso la competitività delle aziende europee.
Per il settore metallurgico e per la filiera dei raccordi industriali in acciaio, il CBAM rappresenta un cambiamento strutturale che incide su importazioni, costi, gestione della supply chain e criteri di selezione dei fornitori.


Cos’è il Carbon Border Adjustment Mechanism

Il CBAM è un meccanismo di adeguamento del costo del carbonio applicato ai prodotti importati nell’Unione Europea. Il principio alla base del sistema è quello di allineare il costo delle emissioni di CO₂ incorporate nei beni importati a quello sostenuto dai produttori europei soggetti al sistema ETS (Emission Trading System).
Attraverso il CBAM, gli importatori europei sono tenuti a dichiarare le emissioni di gas serra generate durante la produzione dei beni acquistati da Paesi extra-UE. In una fase successiva, tali emissioni dovranno essere compensate mediante l’acquisto di appositi certificati CBAM, il cui valore sarà correlato al prezzo della CO₂ nel mercato europeo.


Il ruolo dell’acciaio nel CBAM

Tra i settori inizialmente coinvolti dal CBAM rientra l’acciaio, materiale caratterizzato da processi produttivi ad alta intensità energetica e da un significativo impatto in termini di emissioni di anidride carbonica.
I raccordi industriali in acciaio al carbonio e in acciaio inox, così come flange, tubazioni e componenti di piping, fanno parte della catena del valore dei prodotti siderurgici. Di conseguenza, l’introduzione del CBAM incide direttamente sulle importazioni di questi prodotti e sulla valutazione dei costi complessivi di approvvigionamento.

Questo comporta una serie di effetti concreti sulla filiera dei raccordi in acciaio. In primo luogo, aumenta l’attenzione verso la tracciabilità del prodotto, richiedendo informazioni dettagliate sulle materie prime utilizzate, sui processi produttivi e sull’energia impiegata durante la fabbricazione.
Dal punto di vista operativo, le aziende che importano raccordi industriali da Paesi extra-UE dovranno collaborare attivamente con i fornitori per ottenere dati affidabili sulle emissioni incorporate. Questo aspetto rende sempre più strategica la selezione di partner industriali in grado di garantire trasparenza, qualità documentale e conformità normativa.

Dalla fase transitoria alla fase definitiva del CBAM

Dal 01/01/2026 il CBAM è entrato nella sua fase definitiva. Da questa data, oltre agli obblighi di dichiarazione, è necessario procedere all’acquisto dei certificati CBAM a copertura delle emissioni incorporate nei prodotti importati.

L’accesso al sistema CBAM richiede inoltre il rilascio di una specifica autorizzazione da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), autorità competente in Italia.
Intertubi ha ottenuto recentemente tale autorizzazione, confermando la propria conformità ai requisiti normativi e la capacità di operare all’interno del nuovo quadro regolatorio europeo.

Affrontare il CBAM con un approccio strutturato, basato su conoscenza normativa, controllo dei processi e trasparenza della filiera, consente alle aziende di prepararsi in modo efficace a un mercato sempre più orientato alla sostenibilità e all’affidabilità industriale.

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