I raccordi a saldare secondo la normativa EN 10253

La produzione di raccordi a saldare, dalla ISO 5251 alla norma EN 10253


Per la gamma di raccordi a saldare la normativa di riferimento attuale è, come si richiama anche nel titolo, la EN 10253 che è stata redatta in 4 parti, nella comunità europea ha sostituto senza variazioni la normativa internazionale ISO 5251 per gli acciai inossidabili e la ISO 3419 per gli acciai al carbonio, già fin dal lontano 1981 punti di riferimento per tutta la raccorderia a saldare in acciaio.
In particolare la normativa si divide come dicevamo in quattro parti, le prime due riguardanti espressamente gli articoli realizzati in acciai al carbonio, mentre le restanti due che trattano in maniera specifica i raccordi a saldare in acciaio inossidabile.

Possiamo riassumere le 4 parti in questo modo:
- Parte 1: raccordi a saldare di testa in acciaio non legato lavorati plasticamente senza requisiti specifici di controllo
- Parte 2: raccordi a saldare di testa in acciaio non legato o legato che richiedono requisiti specifici di controllo utilizzabili anche per impieghi in pressione.
- Parte 3: raccordi a saldare di testa in acciaio austenitico o austenitico-ferritico senza requisiti specifici di controllo
- Parte 4: raccordi a saldare di testa in acciaio austenitico e austenitico-ferritico che richiedono requisiti specifici di controllo e possono essere utilizzati anche per impieghi in pressione.

Già in questa suddivisione sono evidenti i legami con due riferimenti normativi findamentali per il settore, ovvero da una parte la EN 10204 che regola la profondità di informazioni che il fornitore deve dare all’acquirente riguardo ai prodotti ed alla loro provenienza, inoltre crea un collegamento stretto con la nuova direttiva PED relativa alle apparecchiature in pressione ed alla marcatura CE delle loro componenti.

Struttura della norma EN 10253

Ci sono alcuni parametri fondamentali che sono regolati dalla norma e sono tipici dei raccordi a saldare, e possono essere riassunti nei seguenti punti:
1 - Il tipo di acciaio utilizzato
2 - Le proprietà meccaniche minime richieste
3 - Le dimensioni e le tolleranze di ogni tipo di raccordo a saldare
4 - Le modalità di ispezione e test di ogni raccordo
5 - La documentazione da produrre ad ogni ispezione
6 - La marcatura dei raccordi
7 - La movimentazione e il confezionamento

Nel caso di raccordi per utilizzo in pressione vengono identificati i raccordi in due tipologie la Type A e la Type B. La distinzione viene fatta in base alla variazione dello spessore sul corpo del raccordo.
Nel caso di raccordi a saldare ”Type A” lo spessore rimane costante su tutto il corpo del raccordo, questo comporta che la resistenza dello stesso non è uguale a quella del tubo a cui viene saldato a causa della concentrazione degli sforzi ma anzi è minore. Nel “Type B” invece lo spessore del raccordo è maggiore nella parte centrale del corpo del raccordo questo permette anche in punti in cui vengono favorite le concentrazioni di sforzo di mantenere la resistenza del raccordo alla pressione identica a quella del tubo a cui viene saldato.
Viene definito anche cosa deve essere richiesto in fase di ordine oltre alla quantità ed al tipo di raccordo, come per esempio la possibilità di avere raccordi realizzati con o senza saldatura un caratteristica che in alcune applicazioni, che richiedono un elevato grado di tolleranza, è sempre specificata.
Uno dei capitoli fondamentali del documento riguarda i vari metodi di lavorazione per ottenere i raccordi a saldare, specificati in base anche al tipo di manufatto di partenza utilizzato per ricavare il pezzo. Possiamo trovare infatti raccordi che vengono ricavati da tubi con o senza saldatura, da piastre calandrate e saldate, da semilavorati ottenuti per forgiatura, oppure da barre piene.
Vengono anche specificati caratteristiche fisiche e chimiche dei vari materiali e complementarmente anche i trattamenti termici a cui vengono sottoposti i raccordi.
Completano la norma le indicazioni sulle modalità di prova e anche di preparazione dei campioni da sottoporre ai test meccanici.
Un particolare interessante è che la normativa punto per punto elenca anche le opzioni disponibili oltre allo standard che di solito vengono concordate in fase di ordine, come ad esempio la possibilità di confezionare i raccordi provvisti di una copertura protettiva e di tappi alle stremità, cosa che normalmente non viene eseguita.

Il collegamento con la direttiva PED per i raccordi a saldare

La norma EN 10253 va a definire le caratteristiche tecniche dei raccordi a saldare, ma anche e soprattutto i criteri minimi di accettazione per le forniture di raccordi in acciaio al carbonio e legati ma anche di quelli in acciaio inossidabile.
Sono in particolare la parte 2 e la parte 4 della norma che definiscono le caratteristiche dei raccordi che possono anche essere usati per applicazioni in pressione.  In particolare questi raccordi  devono soddisfare le disposizioni definite dalla direttiva comunitaria 2014/68/EU sui recipienti e gli impianti in pressione, da tutti meglio conosciuta come direttiva  PED.
Questa direttiva permette se rispettata di marcare CE i prodotti realizzati e commercializzati dall’azienda secondo le 4 categorie di certificazione crescente, che passano dal basilare ma necessario controllo della ripetibilità del processo per rilasciare una dichiarazione di conformità, per poi chiamare in causa un organismo notificato per il controllo del processo di fabbricazione. Il terzo livello richiede un sistema qualità certificato e delle prove di tipo per caratterizzare il raccordo che poi viene fabbricato. L’ultimo livello prende in considerazione anche il processo di progettazione

Le figure disponibili nei raccordi a saldare

Le figure a catalogo disponibili nella sezione raccordi a saldare rispondenti alla norma EN 10253 sono:
- le curve 3D e 5D
- le riduzioni concentriche ed eccentriche
- i tees con derivazioni uguali e ridotte
- i fondi  
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