Panoramica sulla raccorderia filettata gas

Uno dei metodi di giunzione pi├╣ utilizzati in ogni settore per realizzare impianti anche complessi e quindi per collegare le tubazioni ├Ę l'uso della filettatura. Ma non tutti i tipi di filettatura sono in grado di assicurare una tenuta alla pressione, per fare questo la scelta cade su una delle filettature pi├╣ utilizzate in campo idraulico, la filettatura da tutti conosciuta come "filettatura gas".

├ł una delle pi├╣ conosciute ed utilizzate, la peculiarit├á ├Ę il fatto che la filettatura femmina ha uno sviluppo cilindrico, mentre quella maschio ha uno sviluppo conico, quindi il loro accoppiamento crea una forzatura e una tenuta per deformazione sui filetti. Questo non ├Ę possibile con altri tipi di filettature tipo la metrica che non prevede questo tipo di accoppiamento ad incastro.
Figure disponibili filettate
Raccorderia filettata Intertubi

Norme di riferimento e tenuta del filetto

La normativa di riferimento ├Ę la EN 10226-1 del 2006┬á che con la sua introduzione ha sostituito appieno la normativa ISO 7-1 anche se ├Ę quasi identica nei contenuti. Questa edizione definisce in particolare dimensioni, tolleranze e metodo di designazione delle filettature per dimensioni da 1/16 di pollice fino ad arrivare ai 6 pollici. Per la tenuta il filetto maschio, ovvero la filettatura esterna, deve essere realizzata con una conicit├á pari ad 1:16 come previsto dalla norma mentre la cresta del filetto che risulta arrotondata ha un’apertura pari a 55┬░ e si accoppia perfettamente con il fondo del filetto. ├ł questo il vero valore di questo tipo di accoppiamento
La filettatura gas conica ├Ę compatibile in termini di accoppiamento anche con filettature femmina realizzate secondo lo standard ISO 228-1 in quanto le dimensioni del filetto sono del tutto simili a quelle della filettatura gas conica.
La tenuta sul filetto avviene per accoppiamento e deformazione del materiale ma per avere la tenuta definitiva va utilizzato un materiale sigillante. La scelta pi├╣ opportuna deve dipendere dalle condizioni di utilizzo che sono legate alla temperatura di esercizio, ma anche la tipo di fluido che va veicolato e dalla pressione di esercizio dell’impianto stesso. La scelta preferenziale ├Ę sempre per i sigillanti chimici anaerobici, e in casi particolari pu├▓ essere utilizzato il PTFE, mentre ormai da tempi sono stati abbandonati quelli in fibra naturale come la canapa.
Quando parliamo di raccordi filettati gas per├▓ le normative a cui fare riferimento sono la ISO 4144 anche detta per raccordi standard e la EN 10241 per raccordi di tipo pesante. La differenza tra le due versioni ├Ę insita principalmente non tanto nella resistenza ma quanto nella robustezza del raccordo che lo protegge particolarmente in fase di installazione.


Le figure disponibili

Quando parliamo di raccordi filettati gas le figure che possiamo trovare a catalogo sono abbastanza standardizzate ma soprattutto definite dalla normativa di riferimento.
Quello che possiamo trovare sono:
  • Gomito a 90┬░ femmina-femmina la cui funzione ├Ę di collegare due rami di tubo filettati alle estremit├á, ├Ę la figura pi├╣ utilizzata nell’impiantistica per ogni cambio di direzione.
  • Gomito a 45┬░ femmina femmina, come sopra ├Ę utilizzato per i cambi di direzione. Il suo uso e meno frequente, ma risulta utile per limitare il numero di raccordi che possono creare troppe perdite di carico.
  • Gomito maschio-femmina, utile nei cambi di direzione o per accoppiamento ad altri raccordi particolari o alle valvole
  • TEE utile a creare derivazioni negli impianti
  • Tappo maschio, che permette la chiusura dei rami di un impianto o di derivazioni in serbatoi ad esempio
  • Manicotto normale o ridotto, collega in linea due rami di tubazione della stessa misura o di misure differenti
  • Bocchettoni femmina-femmina oppure maschio-femmina che permettono di collegare due rami di un impianto in maniera non permanente, sono utilissimi nei casi in cui ├Ę necessario prevedere la manutenzioni di dispositivi che devono essere rimossi.
  • Riduzioni maschio-femmina che permettono di cambiare dimensione tra utilizzatore e tubazione.
Esistono anche tutta un’altra serie di raccordi meno utilizzati ma di uguale importanza che possono facilitare le realizzazioni

Bocchettone filettato
Riduzione filettata
Gomito filettato

Materiali e tecniche produttive

Sul catalogo Intertubi si possono trovare raccordi realizzati in acciaio inox aisi 316 nome commerciale per un acciaio di tipo austenitico anche conosciuto come 1.4401 oppure attraverso la sua designazione che richiama la composizione chimica X5CrNiMo 17-12-2.
Solitamente l’AISI 316 ├Ę un materiale che viene impiegato dove sono presenti alte temperature perch├ę presenta una buona resistenza alla corrosione. Ha una ottima resistenza all’azione di ambienti salini, ma sopporta in maniera ottimale anche l’azione di acidi, Sali e altri reagenti chimici di vario tipo. Questo ne fa il materiale ideale per l’impiego in svariati campi compresa la nautica e l’industria alimentare dove ├Ę richiesta la resistenza ai prodotti di pulizia spesso aggressivi.
Possono essere realizzati anche in acciaio legato al carbonio ma non vengono commercializzati dall’azienda.
La costruzione di questi raccordi avviene partendo da un processo di microfusione in conchiglia che garantisce superfici con una finitura ottimale senza bisogno di ulteriori lavorazioni esterne come sabbiatura o pallinatura. Le stremità filettate vengono prodotte lavorandole su macchine utensili automatiche ad alta produzione ma in grado di garantire sempre la ripetibilità dei pezzi e il rispetto di dimensioni e tolleranze.

Considerazioni finali

La versatilit├á ├Ę una caratteristica sempre riconosciuta di questi articoli,
I raccordi venduti sono sempre corredati da una certificazione secondo la norma EN 10204 di tipo 2.1, questo rende i raccordi utilizzabili in impianti sotto pressione, ma non rendono il singolo raccordo compatibile con la certificazione secondo la direttiva PED.
Permette però di risalire la filiera di produzione partendo dalla colata di origine del materiale, condizione necessaria per il loro utilizzo nella progettazione degli impianti. E per la conseguente rintracciabilità in caso di contestazioni durante il ciclo di vita dei raccorid.