Prova di resilienza importante per caratterizzare i materiali

La prova di resilienza viene utilizzata normalmente per la caratterizzazione dei materiali che possono essere utilizzati secondo la PED

Con un valore di 27J di energia assorbita il risultato della prova di resilienza fa la differenza tra la possibilità di utilizzare un materiale per realizzare raccordi in grado di soddisfare i requisiti della direttiva PED e la impossibilità di usarlo.
Da qui l’importanza che riveste la prova di resilienza nella caratterizzazione di un materiale per gli usi che ne vanno fatti. Ma è anche importante come si diceva in un articolo precedente per capire il punto di transizione tra frattura di tipo duttile e di tipo fragile, questo permette di definire il range di temperatura di utilizzo del materiale stesso.
L’esecuzione della prova di resilienza viene fatta utilizzando una macchina nota comunemente come pendolo di charpy che misura l’energia assorbita in fase di rottura del provino che avviene colpendolo con un pendolo di massa nota e di energia potenziale conosciuta, misurandone poi la risalita a fine prova.
La prova di resilienza viene regolamentata da una norma di recente riedizione che è la UNI EN ISO 148-1